Amazzonia

Alcuni popoli indigeni della regione Amazzonica, quando si ammalano in forma grave, si affidano totalmente al “soffio umido” della foresta. È l’unica terapia possibile. La terra della “Madre Selva” possiede il “soffio vitale”…

‘Caldo. Caldo insopportabile!’ questa è la prima impressione che si ha quando si atterra a Leticia, il principale punto di ingresso dell’Amazzonia colombiana. Leticia è il crocevia del confine tra 3 stati: Colombia appunto, Brasile e Perù.

L’Amazzonia colombiana è da sempre la meno turistica e inesplorata e una delle più affascinanti. La stagione delle piogge è appena iniziata e l’umidità nell’aria è così intensa che pare di nuotare per potersi muovere. Mi sposto appena e mi ritrovo grondante sudore da ogni parte.

“Dicembre è un mese piacevole, si sta bene” mi dicono.

“Piacevole?” Rimugino.

Per fortuna siamo venuti in inverno, si all’inizio della stagione delle piogge ma quando la temperatura è “piacevole”, immagino come sarebbe stato solo 2 mesi fa quando il percepito era 45 gradi e anche chi vive qua non può sopportare l’arsura!

Amazzonia deriva dal Rio delle Amazzoni, il fiume più grande che conosciamo e che attraversa questo bassopiano. È il polmone verde della terra, immenso per estensione ed importanza, rappresenta più della metà delle foreste tropicali e pluviali del mondo. La quantità di specie animali e vegetali diverse qui è impressionante! Non esiste altro bioma così ricco di vita. Con queste premesse le mie aspettative erano altissime: abbattere il muro della mia realtà ordinaria, uscire dalla confort-zone, avventurarmi nel mondo dove le piante e gli animali, anche i più piccoli, sono programmati per uccidere.

La prima verità è che più gli animali sono piccoli più sono letali, vedi la “formica amazzone”, guerriera color rosso mattone dalle mandibole acuminate a forma di sciabola o la mini rana più letale del cianuro.

Fish Farm – Amazzonia

Quando ci si addentra nella foresta si ha paura perché l’ambiente è inospitale e diverso da qualsiasi altra cosa io abbia mai visto. Ci vuole un po’ per abituarsi a non toccare nulla, a evitare i ragni che pendono dalle piante, a non sfiorare le foglie acuminate come la lama di un coltello e a non pensare ai serpenti! Ci vuole un po’ perché tutto diventi un’abitudine e meno disumano, perché ci si dimentichi di fare attenzione in modo ossessivo a tutto, come ai rumori e si cominci a godersi l’esperienza, camminando con degli spessi scarponi anti-morso man mano che ci addentra nella selva che si fa sempre più fitta e si passa dalla foresta secondaria a quella primaria, cioè pressoché inesplorata.

Rio delle Amazzoni

Perché l’Amazzonia è diversa da qualunque altra cosa io abbia mai visto e mi pare di essere davanti all’anima della Terra. Un’anima pulsante che sa tutto, che conosce anche le tue intenzioni, come lo spirito della Curupira che prende le sembianze dei tuoi desideri per attirarti a sé e rapirti se le tue intenzioni sono cattive o come l’albero secolare che di notte si illumina di tante piccole luci, che non ha un vero nome, che assomiglia all’albero di Avatar e che è capace di realizzare i desideri. Probabilmente esiste solo qui.

Nest – Luca Oliveri

È una terra che vive sull’acqua del Rio grande delle Amazzoni, dove la gente si muove in barca navigandolo dal Perù lungo la Colombia e fino in Brasile con barche di legno, adagio, perché qui non c’è fretta.

Lago Tarapoto – Colombia

E poi ci sono le persone e le comunità. E non so dire cos’è quello che in qualche modo mi attrae, forse proprio lo spirito della “selva”, ‘madre monte’ come la chiamano qui, forse questo cuore pulsante pieno di ogni forma di vita o questa atmosfera che in qualche modo ricorda un tempo passato e spensierato e colmo di gioia, di colore, di riti e tradizioni.

Ecco forse perché Don Francisco ci vive da 82 anni, lui ultimo guardiano alla frontiera fluviale tra Colombia e Perù, ma questa è un’altra storia che non vedo l’ora di raccontarvi.

Rio delle Amazzoni – Colombia

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