SAMARCANDA, LA LEGGENDARIA CAPITALE DELLA VIA DELLA SETA

Sarmacanda è stata una delle più importanti città lungo la via della seta.

Registan – Samarcanda – Luca Oliveri

SAMARCANDA

Leggende e cupole azzurre ruotano attorno alla bellezza di Samarcanda.

Nel mio viaggio in questa città mi sono concentrato su pochi luoghi che ho deciso di visitare più volte in momenti diversi della giornata per assaporare al meglio il fascino d’altri tempi che si respira e per aver l’opportunità di sperimentare con luce e scattare delle fotografie al momento migliore.

LA SAMARCANDA DI ROBERTO VECCHIONI

“…Il soldato che tutta la notte ballò

Vide tra la folla quella nera signora,

Vide che cercava lui e si spaventò…”

La canzone di Roberto Vecchioni è sicuramente molto famosa e di sicuro l’avrai sentita qualche volta, ma conosci la storia che racconta questa celebre canzone?

IL SOLDATO E LA NERA SIGNORA

La canzone trae spunto da un’antica storia dei paesi arabi che Vecchioni trova in John O’Hara “Appointment in Samarra”.

Un abile soldato, sopravvissuto alla guerra, incontra lungo il suo destino, a Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan, una nera signora che lo guarda con insistenza durante i festeggiamenti per la conclusione della guerra. E’ spaventato, ha paura che la nera signora voglia ucciderlo e non vuole morire proprio dopo essere sopravvissuto alla guerra. Deve fuggire! Chiede al re il cavallo migliore e cerca così, scappando col suo cavallo “Corri cavallo, corri ti prego…”, di seminare quella nera signora cavalcando verso Samarcanda, ben lontano da Tashkent. Ma il destino è inespugnabile e fa si che quella nera signora, la morte, lo stesse attendendo in realtà a Samarcanda proprio dove il soldato scappava.

“…Cosa ci facevi l’altro ieri là?

T’aspettavo qui per oggi a Samarcanda

Eri lontanissimo due giorni fa,

Ho temuto che per ascoltar la banda

Non facessi in tempo ad arrivare qua…”

Samarcanda – Roberto Vecchioni

LA VIA DELLA SETA

Samarcanda fu uno dei principali centri della via della seta. Si trova nel cuore dell’Asia centrale, nell’odierno Uzbekistan. E’ avvolta da leggende e mistero. Quel che è certo è la sua colorata bellezza. 

“Samarcanda è una città nobile, dove sono bellissimi giardini, e una pianura piena di tutti i frutti, che l’uomo può desiderare. Gli abitanti, parte son Cristian, e parte Saraceni, e sono sottoposti al dominio d’un nepote del Gran Can.” Così scriveva Marco Polo

Proprio a Samarcanda, Tamerlano scelse di stabilire la sua capitale, incantandoci con i sontuosi palazzi e i maestosi monumenti che egli stesso fece erigere. Il mercato vivace e l’antica storia della città donano un’atmosfera magica, rendendo questo luogo unico nel suo genere.

COSA VEDERE A SAMARCANDA IN DUE GIORNI?

Sicuramente a Samarcanda ci sono molte attrazioni che meriterebbero di essere visitate, ma per chi vuole afferrarne il meglio in poco tempo ecco i miei consigli. 

Fotografare quel che si vede a Samarcanda non è semplice perché ci sono sempre molti turisti. Ecco che talvolta è necessario concentrarsi su due o tre attrazioni e ritornare più volte nello stesso luogo, magari in momenti diversi della giornata per sperimentare con la luce e la composizione quel che permetterà di catturare la migliore immagine.

Queste sono quelle che vi consiglio maggiormente.

PIAZZA REGISTAN

Il luogo più fotografato e affascinante della città di Samarcanda è senza dubbio Piazza Registan. Questo nome tagiko, che significa “luogo sabbioso”, rivela la sua antica importanza come centro commerciale nell’epoca medievale di Samarcanda, quando la piazza era probabilmente interamente occupata dal vivace bazar.

E’ affascinate, è coinvolgente. Se non fosse che è visitata da molti turisti, ci si sentirebbe trasportati indietro nel tempo. Per questo il momento migliore della giornata per visitarla è molto presto proprio all’apertura oppure fermarsi fino a tardi quando si accendono le luci e di sera ogni palazzo si illumina.

Necropoli Shah-i-Zinda

Shah-i-Zinda è il secondo luogo che vi consiglio. E’ di certo uno dei luoghi più suggestivi di Samarcanda. Si tratta della strada delle tombe appartenenti principalmente alla famiglia e agli intimi di Tamerlano e di Ulug Bek. Si narra che una di queste tombe custodisca il riposo di un cugino del profeta Maometto. Shah-i-Zinda, che significa “il re vivente”, è il nome associato a questa leggenda riguardante Kusam Ibn Abbas, il cugino di Maometto appunto.

Luca Oliveri – Shah-i-Zinda

Queste tombe rappresentano delle vere e proprie opere d’arte, realizzate con magnifiche piastrelle di maiolica. Nel corso di oltre nove secoli, dal XI al XIX, il complesso di Shah-i-Zinda si è sviluppato sempre più, includendo oggi più di venti straordinari edifici.

Anche per visitare questo fantastico complesso è preferibile recarvici presto all’apertura così da evitare il più possibile i molti turisti che ogni giorno lo visitano.

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